The internet is a global thing, yet we don't all speak the same language. This poses a number of challenges when building a website intended to be accessed by individuals from different parts of the world. A need often arises to have the website available in different languages. And you may wish to customise other locale parameters too, like currencies, contact details or shipping information.

RWML is a set of powerful stacks; comprising of a 'base' stack and a series of secondary stack elements. The RWML stacks were developed to help streamline the creation of comprehensive multilingual experiences on your websites. They work to both let the end user choose their preferred language (and remember it on future visits) and work to control the content shown or redirect users to applicable webpages. RWML is very-much the best solution for building a multilingual website in RapidWeaver and help you circumvent problems you may yet to have considered.

The RWML stacks are already used by hundreds of RapidWeaver users, in thousands of websites, which are accessed by millions of users. The system RWML offers has proven to be the best available. This second major revision of the RWML stacks provides added flexibility and optimisations.

The two ways of using RWML

You have two main ways of using RWML. Firstly and most commonly, you can opt for the ‘subdivided’ configuration. This is simply another way of describing a website split into multiple ‘mini websites’; with each website or ‘subdivision’ hosting that particular language. Websites like Amazon.com, Apple.com and Google.com are a good example, where you see options to choose your preferred language or region and navigate into that subdivision of the website. The subdivision approach means that absolutely everything can be translated - including meta data, webpage links, all content - plus options to regionalise aspects of the website like currencies, shipping information and contact details. Search engines and social media typically like this configuration too. When building subdivided websites, you would typically have separate RapidWeaver project files for each website and make use of the RWML Switcher and Redirect stacks most commonly to guide users around.

What if your website is very small (perhaps only a dozen or fewer pages) and you don’t fancy the task of building subdivided websites for each language? RWML is perfectly capable of letting you switch and conditionally display language-specific content on the same page. We refer to this as a ‘dynamic’ setup; because the same webpage hosts content in multiple languages. The examples of RWML we have put together below are a prime example of how you can do language switching within the same webpage. In this configuration you would make use of the RWML Switcher stack again, but combined with stacks like the RWML Wrapper stack (this controls what content is shown, based on the selected language).

Sample downloads

These sample RapidWeaver project files are in RapidWeaver 7 format, but should open in RapidWeaver 8 just fine. We are using the ThemeFlood Blank theme (a free download) for both examples. Both sample websites work with the demo or paid versions of RWML.
  • Subdivided setup - this example places each language on its own page and redirects users to their preferred language. Typically you would have RapidWeaver use a separate project file for each language, but this example simplifies the setup somewhat through use of some sub-directories.
  • Dynamic setup - a single webpage to open in RapidWeaver, which toggles between English, Spanish, French and Italian. Similar to the examples posted below. This demonstrates how you could build multilingual webpages, instead of subdivided websites. This might be better-suited for smaller websites.

Examples


Below are several examples of RWML Language Switcher and RWML Wrapper stacks, using some random extracts of poetry in various languages. You can see how the process for a user to choose their preferred language is made very easy. And if you check your browser web developer console, you can see the tiny (and harmless) tracking cookie used to record the preferred language. If you come back to this webpage later, your language preference should've been remembered.
 

Italia

Paradiso: Canto I

Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Dante Alighieri

Italia

Paradiso: Canto I

Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Dante Alighieri

Italia

Paradiso: Canto I

Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Dante Alighieri

Italia

Paradiso: Canto I

Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Dante Alighieri

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Paradiso: Canto I

Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Dante Alighieri

Italia

Paradiso: Canto I

Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Dante Alighieri

Cambia lingua... 

Italia

Paradiso: Canto I

Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Dante Alighieri

Italia

Paradiso: Canto I

Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Dante Alighieri

Italia

Paradiso: Canto I

Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

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Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

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Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

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Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

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Molto и licito lа, che qui non lece a le nostre virtщ, mercй del loco fatto per proprio de l'umana spece. Io nol soffersi molto, nй sм poco, ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, com'ferro che bogliente esce del foco; e di sщbito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel d'un altro sole addorno. Beatrice tutta ne l'etterne rote fissa con li occhi stava; e io in lei le luci fissi, di lа sщ rimote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fй Glauco nel gustar de l'erba che 'l fй consorto in mar de li altri dиi.

Trasumanar significar per verba non si poria; perт l'essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S'i' era sol di me quel che creasti novellamente, amor che 'l ciel governi, tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sй mi fece atteso con l'armonia che temperi e discerni, parvemi tanto allor del cielo acceso de la fiamma del sol, che pioggia o fiume lago non fece alcun tanto disteso. La novitа del suono e 'l grande lume di lor cagion m'accesero un disio mai non sentito di cotanto acume. Ond'ella, che vedea me sм com'io, a quietarmi l'animo commosso, pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, e cominciт: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sм che non vedi ciт che vedresti se l'avessi scosso. Tu non se' in terra, sм come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu ch'ad esso riedi».

S'io fui del primo dubbio disvestito per le sorrise parolette brevi, dentro ad un nuovo piщ fu' inretito, e dissi: «Giа contento requievi di grande ammirazion; ma ora ammiro com'io trascenda questi corpi levi». Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, li occhi drizzт ver' me con quel sembiante che madre fa sovra figlio deliro, e cominciт: «Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo и forma che l'universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l'alte creature l'orma de l'etterno valore, il qual и fine al quale и fatta la toccata norma.

Ne l'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, piщ al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar de l'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti.

Questi ne porta il foco inver' la luna; questi ne' cor mortali и permotore; questi la terra in sй stringe e aduna; nй pur le creature che son fore d'intelligenza quest'arco saetta ma quelle c'hanno intelletto e amore.

La provedenza, che cotanto assetta, del suo lume fa 'l ciel sempre quieto nel qual si volge quel c'ha maggior fretta; e ora lм, come a sito decreto, cen porta la virtщ di quella corda che ciт che scocca drizza in segno lieto. Vero и che, come forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte, perch'a risponder la materia и sorda, cosм da questo corso si diparte talor la creatura, c'ha podere di piegar, cosм pinta, in altra parte; e sм come veder si puт cadere foco di nube, sм l'impeto primo l'atterra torto da falso piacere. Non dei piщ ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come d'un rivo se d'alto monte scende giuso ad imo. Maraviglia sarebbe in te se, privo d'impedimento, giщ ti fossi assiso, com'a terra quiete in foco vivo».Quinci rivolse inver' lo cielo il viso.

Dante Alighieri

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Why no flags to choose languages? Flags represent nations, not languages. This is a mistake some web designers frequently make. It is considered poor practice to use flags in language switchers UNLESS you are trying to represent nation-specific content.

There are over ten language switcher types available to choose from in RWML. Some work well in a website header, content area or footer; whereas others are more compact in design making them better-suited for theme sidebars and ExtraContent areas. Please note that the 'Bootstrap' language switcher types require a compatible Bootstrap theme, like one of the free or paid theme designs offered through ThemeFlood.com.

Custom menu bar items, text and images can be easily configured to act as RWML language switchers too. Simply apply links and set the link as a query string like ?lang="en" or ?lang="fr" or ?lang="es" to toggle the desired language. Until a valid language selection is made, the default language is used.

RWML Setup

You will want to get the RWML stacks installed in Stacks / RapidWeaver in the normal way. If you do not know how to do this, you can ask for help on the RapidWeaver forums.
  1. Open the Stacks library and search for ‘RWML’ in the search box to find them. RWML stacks are listed in alphabetical order.
  2. Always add a RWML Base stack to the webpage first. This is where you configure what languages your website supports and change other settings. A RWML Base stack must be present on every webpage. It will automatically change the page extension from .html to .php so you don’t have to do this in the Page Inspector yourself. The RWML Base stack can be setup as a partial; letting you quickly include it across multiple pages of the website.
  3. Add RWML Language Switcher stacks to wherever you want to display a language switcher. You can safely use multiple RWML Language Switch stacks on the same page (as we did above). Some people like having a language switcher at the top (in a header or sidebar) and another towards the bottom in the footer.
  4. If building a segregated website (a website split into multiple parts, with each language on its own page), you will want to make use of stacks like RWML Redirect, to redirect website users to another page, based on their selected language. Likewise if switching content on the same page, the RWML Wrapper stack will be the one you commonly use.

We recommend RWML stacks are used on a web server running PHP 7.1 or greater (check with your hosting company if in doubt). All of the RWML stacks display instructions in edit mode, so you can read and understand exactly what the stack does and how to use it. All the settings in each stack also present informational tooltips, when you mouseover them.

Developer API

RWML is immensely powerful. If you are building advanced websites with RapidWeaver or you are a RapidWeaver add-on developer, you can regulate what is loaded or shown on the page using this PHP code snippet:

<?php if(isset($rwml)) { if($rwml->isActiveLanguage("es")) : ?>
<h1>I am Spanish content</h1>
<?php endif; } ?>

In this example, the text 'I am Spanish content' will only get shown if the user has chosen Spanish (es) as their preferred language (the active language). This PHP code can encapsulate other PHP code, HTML, CSS and Javascript. Think of it like a simple 'if' function; checking the language and conditionally loading the contents. This is better than using older lang="xx" HTML attributes on page elements, although these will still work.

Free demo

RWML is a sophisticated set of stacks with immense power and flexibility. The free demo version provides a wonderful way to experiment with RWML and build a test site you can demonstrate to clients or suchlike. The free demo can be downloaded using the button at the top of this page. Like with the other demo stacks we provide, only limitation with the demo is that automatic updates are disabled and the webpage is watermarked 'RWML Demo Version'. Other than that, there are no other time or feature limitations imposed. Purchasing and downloading a copy of RWML licenses the stack in your name, removes the watermark and entitles you to expert technical support direct from the developer, plus updates.